Ultima modifica: 15 marzo 2018

Pi greco Day 14 marzo 2018

15 marzo 2018
19:00

Piday Il giorno del PiGreco, quando la Matematica diviene la regina delle discipline
Gli alunni dell’Istituto Comprensivo 2 di Frosinone in festa celebrano uno dei numeri più importanti della Matematica, il PIgreco stimolando la loro curiosità e mettendo in gioco la creatività.
La giornata del 14 marzo nata nel 1988 a San Francisco per attirare l’attenzione globale
sulla Matematica celebrando una delle costanti matematiche più rispettate al mondo: il
Pi Greco che rappresenta il rapporto tra il diametro di un cerchio e la sua circonferenza. La scelta su tale costante non è casuale perché nel sistema anglosassone la data di questo giorno si scrive 03/14, come le prime cifre del Pi Greco, inoltre tale data coincide anche con il compleanno del grande matematico – fisico Albert Einstein.
L’Istituto Comprensivo 2 di Frosinone, con l’obiettivo di mettere al centro la passione per lo studio della Matematica ha programmato, durante tale giornata, giochi di logica con l’obiettivo di consolidare le conoscenze matematiche e di sviluppare competenze applicate a contesti di vita reale stimolando la curiosità e l’interesse verso le discipline scientifiche ma considerando anche che il π è parte integrante dell’essere umano.
È nelle nostre pupille, nella doppia elica del dna o nel rapporto tra la distanza che separa
diverse parti del nostro corpo: questo rapporto è proprio 3,14.
Inoltre è ovunque nella natura che ci circonda, negli arcobaleni, nelle spirali delle
conchiglie marine, nei cerchi concentrici che si formano quando si lancia un sasso in uno specchio d’acqua o addirittura nella forma dei fiumi…
In particolare l’Equipe scientifica della Scuola Secondaria di primo grado “L.Pietrobono” ha organizzato un evento per gli alunni delle classi seconde dal titolo: “La geometria
incontra la creatività: Flatlandia, gli inizi dell’incrocio fra due culture”. Gli alunni, che
durante l’anno scolastico più volte sono stati sollecitati a riflettere sul legame esistente tra letteratura e matematica, due discipline che non aspirano alla verità ma alla ricerca di una certa forma di bellezza, hanno prima visto un filmato ispirato al famoso racconto scritto da Edwin A. Abbot “Flatlandia: un mondo bidimensionale”, dove gli abitanti vivono su un piano come figure geometriche e per i quali l’esistenza di una terza dimensione, come quella in cui viviamo è solo qualcosa di totalmente al di fuori dall’esperienza dei sensi.
Successivamente gli studenti sono stati organizzati in gruppi e invitati ad inventare storie in un paese dove non c’è nulla che per noi è famigliare, tutti gli abitanti vengono definiti senza uno spessore e vivono in due dimensioni. Prima di intraprendere i lavori, i ragazzi hanno avuto l’opportunità di discutere e riflettere su come un punto, ente geometrico privo di dimensione, abbia un’evoluzione in una retta, ente ad una dimensione, la quale ha la sua evoluzione in una figura piana per l’appunto bidimensionale, che si evolve con l’altezza in figura solida tridimensionale. Durante il dibattito, gli alunni, guidati dalle docenti di scienze matematiche hanno provato ad immaginare lo stadio successivo di questa evoluzione e quale possa essere la quarta dimensione, arrivando così a parlare del tempo. L’evento programmato per celebrare la Matematica ha permesso anche di trattare di una altra importante tematica quale l’uguaglianza di genere, infatti la società del Piano di Flatlandia è strutturata secondo una piramide sociale basata sulla complessità di configurazione di individui: al gradino inferiore c’è il Segmento – Donna, umiliata e messa ai margini in quanto totalmente privata di alcun angolo, a Flatlandia necessario perché testimonianza di intelligenza razionale è così patrimonio esclusivamente maschile, mentre al gradino superiore ci sono i sacerdoti e gli organizzatori di tutte le arti e le scienze: i Cerchi.
Un’esperienza costruttiva e motivante, la matematica vista con una luce diversa, con
problematiche che attraggono, che in qualche modo rapiscono, non può fare a meno di far riflettere ed appassionare.




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